La serie documentaria Il popolo che manca nasce da un lavoro di ricerca che ha le sue radici nel Progetto Aristeo, l'indagine sul campo che tra il 2006 e il 2009 ci ha portati a rintracciare i testimoni di Nuto Revelli, i loro luoghi e i loro discendenti. Da quella ricognizione capillare — fatta di viaggi, di indirizzi ritrovati, di porte bussate nelle valli e nelle pianure del Cuneese — è emersa la necessità di tornare con una telecamera, di dare immagine e voce a ciò che le sole trascrizioni non potevano restituire.
Il filo conduttore è la memoria rurale del Novecento italiano, quella raccolta da Revelli ne Il mondo dei vinti e ne L'anello forte: un patrimonio orale costruito intervista dopo intervista, a partire dagli anni Settanta, che documenta la vita contadina, il lavoro nei campi, la guerra, l'emigrazione, la fatica quotidiana delle donne. La nostra serie riprende quel filo e lo porta avanti nel tempo, interrogando chi da quei testimoni discende e chi in quei paesaggi continua a vivere o vi è tornato.
Le interviste: dai testimoni originali ai loro discendenti
Al centro del nostro metodo di lavoro c'è l'intervista filmata. Abbiamo incontrato figli, nipoti e pronipoti delle persone che Revelli aveva intervistato decenni fa, cercando di capire quanto di quella memoria fosse rimasto vivo, quanto si fosse trasformato e quanto si fosse perduto. In molti casi abbiamo potuto mettere a confronto le registrazioni audio originali di Nuto — conservate e oggi in parte accessibili attraverso questo sito — con le voci di chi quelle storie le ha sentite raccontare in casa, o le ha scoperte soltanto sfogliando i libri.
Non ci interessava la commemorazione né la ricostruzione nostalgica. Ci interessava capire come il presente legge il passato, e come la trasformazione economica e sociale degli ultimi decenni abbia modificato il rapporto tra le persone e la terra, tra le generazioni e la propria storia familiare. Le interviste sono lunghe, patient, condotte senza fretta: il metodo è quello che abbiamo mutuato dallo stesso Revelli, che considerava il tempo dell'ascolto una condizione irrinunciabile per ottenere una testimonianza vera.
I percorsi tematici
Il materiale raccolto è organizzato in percorsi tematici che attraversano la serie e le danno struttura. Non si tratta di episodi monografici su singole storie, ma di fili conduttori che tornano e si intrecciano lungo tutta la durata del lavoro. Tra i principali:
- Il lavoro e la terra. Come si lavorava, cosa significava la fatica fisica quotidiana, cosa resta di quel rapporto con il ciclo delle stagioni in chi oggi vive negli stessi luoghi o vi è tornato.
- La famiglia e le donne. Il ruolo femminile nella trasmissione della memoria domestica, il silenzio sulle storie difficili, la differenza tra ciò che si racconta ai figli e ciò che si tace.
- Lo spopolamento e il ritorno. La partenza verso la fabbrica e la città, le valli svuotate, e le storie — minoritarie ma significative — di chi ha scelto di tornare o di chi non è mai andato via.
- Il paesaggio come documento. I luoghi descritti dai testimoni di Revelli confrontati con le immagini che abbiamo filmato noi: cascine, vigneti, boschi cresciuti sugli orti abbandonati, strade dove non passa più nessuno.
Le registrazioni audio di Nuto Revelli
Uno degli elementi che distingue questa serie da altri lavori sul mondo rurale italiano è la presenza, come strato sonoro e documentario, delle registrazioni audio originali di Nuto Revelli. Quelle voci — spesso anziane, cariche di inflessioni dialettali, registrate su nastro in condizioni rudimentali — costituiscono un archivio di straordinario valore storico e umano. Averle potute ascoltare, trascrivere e in parte integrare nella nostra narrazione visiva è stato uno dei momenti più intensi dell'intero processo di lavoro.
La collaborazione con la Fondazione Nuto Revelli è stata essenziale in questo senso, e ha garantito che l'uso di quei materiali fosse sempre rispettoso dell'intenzione originaria di Revelli: dare voce a chi non aveva voce, conservare ciò che altrimenti sarebbe andato perduto.
Un laboratorio aperto
La serie documentaria non si esaurisce nei suoi episodi. Pensiamo a questo progetto come a un laboratorio in corso, che si alimenta del materiale che continuiamo a raccogliere e che trova in questo sito uno spazio di condivisione progressiva. Le clip audiovisive che pubblichiamo nelle sezioni di approfondimento — interviste integrali, frammenti di paesaggio, materiali d'archivio — sono parte integrante del lavoro, non semplici contenuti promozionali.
Chi vuole vedere la serie può acquistare il cofanetto DVD o prenotare una visione pubblica: le proiezioni in sala restano per noi il contesto ideale, quello in cui il ritmo lento delle interviste e la qualità delle immagini trovano la loro dimensione giusta. Ma sappiamo che non tutti possono raggiungerci di persona, e per questo continuiamo ad ampliare ciò che è accessibile direttamente da queste pagine.